FONDAZIONE CULTURALE "VERA NOCENTINI"

 

 

Istria allo specchio. Storia e voci di una terra di confine


Presentazione pubblica

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Scheda del volume

 
INDICE

  

Prefazione 

di Claudio Dellavalle 

 

Capitolo I

Visioni in camicia nera

  

Capitolo II

Guerra

 

Capitolo III

Jugoslavia

 

Capitolo IV

Esodo

 

Capitolo V

Approdi

 

Capitolo VI

Derive

 

Prologo

 

Bibliografia

 

Indice dei nomi

 

Postfazione

di Marcella Filippa 

(Donne e uomini senza mondo)

 

dalla quarta di copertina...

Il volume narra le vicende dell’Istria, una terra che ha visto intrecciarsi, con il fluire del tempo, una molteplicità di fili, sulla quale italiani e slavi hanno posato i loro sguardi, a volte incrociandosi, spesso scontrandosi.

L’Istria è un luogo di pietre, mare e bora, vento impetuoso che trascina con sé il fascino e le contraddizioni di territori segnati dal dolore della popolazione slava, sottoposta alla feroce dittatura fascista, e di quella italiana, una buona parte della quale, dopo aver subito sulla propria pelle i tratti violenti del regime di Tito, è costretta a intraprendere la dolorosa via dell’esodo. Uno spostamento forzato di popolazione coinvolgente non meno di 250.000 persone, che dai villaggi e dalle città, si dirigono verso l’Italia, dove trovano ad accoglierli una realtà fatta di isolamento, indifferenza e campi profughi.

Il libro ripercorre le vicende di una terra di confine, dagli anni bui del fascismo fino alla tragedia dell’esodo. E’ la storia di esistenze sospese, segnate da spaesamento e dolore, sogni e illusioni. Gli stessi sentimenti che scandiscono l’esistenza degli italiani che da queste terre hanno deciso di non partire, mantenendo vive, non senza fatica, la propria cultura e la propria identità.

Recensioni

Guido Crainz, Foibe, le ferite nascoste in  "la Repubblica", 10 febbraio 2007, p. 53

... E' la vicenda che ci è stata raccontata con grande intensità da Marisa Madieri, Anna Maria Mori, Nelida Milani, o dell'Enzo Bettiza di Esilio, e da una miriade di altre voci. A lungo inascoltate, o quasi, ci hanno riproposto straniamenti e sofferenze, non solo materiali. Hanno disegnato l'immagine di un'Italia che «all'inizio è stata una matrigna» per citare una delle testimonianze proposte da Enrico Miletto in Istria allo specchio (FranoAngeli, pagg. 288, euro 16). Utilizzando con intelligenza e attenzione un'ampia mole di fonti orali Miletto ricostruisce le molteplici vie che disperdono istriani e dalmati nell'umiliante esperienza dei campi profughi e altrove, in un'Italia che mostra spesso estraneità, incapacità di accogliere. Continuando un lavoro precedente (Con il mare negli occhi, pubblicato sempre da Angeli) Miletto pone quella Italia, in realtà, di fronte a uno specchio impietoso...

 

 

Enrico Miletto vive a Torino dove lavora come ricercatore presso l’Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e la Fondazione Vera Nocentini. Autore di studi e ricerche sulla storia di Torino operaia, si occupa delle vicende legate all’esodo istriano e al confine orientale d’Italia. Ha pubblicato Sotto un altro cielo. Donne immigrate a Torino: generazioni a confronto  (Angolo Manzoni, Torino 2004) e  Con il mare negli occhi. Storia e memorie dell’esodo istriano a Torino (FrancoAngeli, Milano 2005).

 

 

Il volume è disponibile presso la Fondazione Vera Nocentini e l'Istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea

 


 

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