FONDAZIONE CULTURALE "VERA NOCENTINI"
"Luci e ombre d'officina", di Carlo Borra
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Nelle EDIZIONI LAVORO è stato ristampato il libro di Carlo Borra con un'introduzione di Marcella Filippa
Il testo viene qui riproposto nella sua versione originale, dopo oltre cinquant'anni dalla sua prima edizione. Il racconto, suggestivo e illuminante, descrive una fabbrica dantesca e un operaio il cui corpo esala acri e ripugnanti odori. A tanta fatica, quale via d'uscita propone l'autore? Non la totale subordinazione, né la via rivoluzionaria, ma quella delle giuste rivendicazioni e della realizzazione dei diritti inoppugnabili degli operai. Secondo Borra, però, il cambiamento deve avvenire partendo da ogni singolo individuo, in un riconoscimento della propria identità per superare "le ombre che il cupo dell'officina protetta nell'animo, trasformate da intoppo ingombrante in pedana di lancio". Il testo si presenta come un vero e proprio romanzo operaio, incentrato sulla figura del Cristo lavoratore, scritto da un uomo profondamente cattolico, impegnato nella rivendicazione di dignità e libertà per tutti, al di là di rigide appartenenze e confini. dalle pagine del libro emergono la speranza di un riscatto, la forza della solidarietà e il rifiuto di ogni forma di violenza come pratica dell'agire umano. Carlo Borra nasce a Torino nel 1915. Operaio alla RIV di Villar Perosa, divide il suo impegno fra l'azione cattolica e la militanza sindacale, prima come segretario della Camera del lavoro di Pinerolo nel 1945, poi nella Lcgil, e infine nella Cisl, dove verrà eletto segretario dell'unione di Torino negli anni Cinquanta. Deputato per due legislature per la Democrazia cristiana, ricoprirà successivamente incarichi politici e istituzionali di rilievo. muore a Pinerolo nel 1998. |