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Ricordo di Giacomo Pignata

Recentemente è mancato Giacomo Pignata, fondatore e per molti anni (1980-1997) archivista della Fondazione.
Riportiamo in questa pagina un ricordo scritto per lui da Dora Marucco e pubblicato su "Lettera Cisl"

 

La Fondazione Vera Nocentini deve molto a Giacomo Pignata, scomparso lo scorso 15 dicembre. Nata alla fine degli anni settanta come archivio storico della CISL e delle carte depositate da personalità del mondo sindacale e politico piemontese sentì subito l’esigenza di trovare il modo di ordinare quei documenti per poterli consultare e studiare. Erano gli anni in cui il sindacato, consapevole del proprio ruolo istituzionale, riconosceva nella salvaguardia della propria memoria uno strumento necessario per definire e conservare la propria identità. Mettere in piedi un archivio era tutt’altro che facile: molti ci provarono, pochi ci riuscirono. Tra le tante difficoltà iniziali la principale era forse quella di riuscire ad applicare i dettami della scienza archivistica a un materiale piuttosto refrattario ad essere classificato secondo regole rigorose. Se in questo campo Torino riuscì a diventare un modello per tutti lo si deve in gran parte a Giacomo. Fu una fortuna che nel dicembre del 1980 Franco Aloja ce lo presentasse. Apparentemente non c’era da scommetterci: Giacomo poco sapeva di sindacato, non era pratico di archivi e inoltre lui, già parroco di un’importante parrocchia di Torino, stava vivendo con grande sofferenza le conseguenze sociali della sua recente scelta di essere diventato prete sposato. Ciò che emerse invece subito era che Giacomo, da persona intelligente e colta quale era, era curioso di tutte le realtà, considerava lo studio una fatica arricchente, cercava caparbiamente una nuova collocazione che gli permettesse di essere se stesso e di continuare il servizio agli altri conformemente alla sua originaria scelta di vita, sempre confermata. Ne diede prova durante i quasi vent’anni della sua attività di archivista alla Fondazione, cui si era preparato scrupolosamente seguendo corsi di formazione specifica, studiando e superando brillantemente gli esami, tanto da diventare un esperto in materia pubblicamente elogiato dagli specialisti. L’Archivio della Fondazione divenne un centro vitale, dove confluivano studiosi, laureandi, sindacalisti per le loro ricerche, mentre i responsabili della Nocentini, utilizzando le scarse risorse economiche allora a disposizione, approntavano, anche grazie alla collaborazione degli obiettori - gli unici che potessero fornire un po’ di aiuto - ma soprattutto alla capacità di lavoro e alla generosità di Giacomo, programmi di attività all’interno e all’esterno del sindacato, pubblicazioni, corsi.

Con Giacomo Pignata che fu per alcuni anni partner quotidiano dell’allora presidente Franco Gheddo, anch’egli prematuramente scomparso, se ne va un pilastro della stagione pionierista dell’Archivio sindacale.

La Fondazione Vera Nocentini, che in anni recenti ha ottenuto il riconoscimento di istituzione culturale che le compete, lo ricorda con rimpianto e gratitudine ed è vicina alla moglie Ausilia Riggi. 

Dora Marucco

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