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Dibattito sulla sinistra sindacale

I testi che seguono, insieme ad altre testimonianze sulla sinistra sindacale sono raccolti da Luigi Falossi, presidente dell'Associazione G. Biondi - G. Bartolini per la ricerca e la formazione sulla storia e la cultura del movimento operaio, (Borgo dei Greci, 3 - 50122 Firenze)



IL VENTENNIO DELLA SINISTRA SINDACALE
di Giovanni Avonto

Ho conosciuto l’autore della ricerca sulla sinistra sindacale, Fabrizio Loreto, nel dicembre 2000, partecipando insieme ad un seminario di aggiornamento culturale della Cgt all’Università di Digione. C’era anche il professor Pepe e parlammo di questa ricerca, che allora era agli inizi e che si è poi conclusa nell’arco di quattro anni come tesi di dottorato.

       Fabrizio mi aveva interrogato non solo sulla mia partecipazione a quell’esperienza ma anche sul reperimento di fonti archivistiche, in particolare per la componente cislina partecipe a quell’area trasversale del movimento sindacale. Lo invitai alla Fondazione “Vera Nocentini” a Torino, dove trascorse qualche tempo indagando sui fondi sindacali delle strutture orizzontali e di categoria, che fortunatamente sono ben ordinati e supportati da utili guide per la ricerca.

       Voglio sottolineare che Fabrizio è stato agevolato dall’aver trovato un archivio nato trent’anni fa e che altri prima di me hanno impostato e coltivato in maniera sistematica, costruendo inventari prima cartacei a stampa ed ora in progressiva informatizzazione.

      A lavoro ultimato sono stato coinvolto nella lettura di questa tesi di dottorato e poi in una discussione a Roma presso la Fondazione “Giuseppe Di Vittorio”con l’autore, alcuni altri protagonisti, storici e giornalisti. (...) 

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SINISTRA SINDACALE
di Renato Lattes


Ancor oggi, pur non facendolo più da nove anni, tutte le volte che devo dire a qualcuno chi sono, qual è la mia professione, che cosa sono o sono stato nella mia vita, faccio fatica a non dire che sono un “sindacalista”, trovo il modo per dire che lo sono stato per 35 anni e che ho lavorato su me stesso con difficoltà, per molto tempo, per riuscire a fare altro.

Sono riuscito solo quando ho capito che quelli che avevo imparato nel sindacato erano modelli culturali molto importanti, applicabili con successo in gran parte dei lavori successivi.

Non solo. Forse molto di più dei miei amici/maestri/ fratelli maggiori (da Vittorio Foa, a Elio Giovannini, a Gastone Sclavi, a Tonino Lettieri; ma anche Emilio Pugno, Bruno Trentin, Sergio Garavini), che hanno giocato un ruolo fondamentale nella mia educazione sentimentale e politica, io sono stato soprattutto un sindacalista; molto meno di loro un uomo di partito. Molto più di loro ho vissuto il sindacato come il luogo privilegiato e per me più interessante per “fare politica”. (...)

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