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Istituto

La Fondazione “Vera Nocentini”, biblioteca e archivio storico sindacale, è stata concepita e organizzata come servizio culturale a disposizione di quanti siano interessati a documentarsi sul sindacato e sui problemi sociali a Torino e in provincia, a studiarne caratteri, vicende ed attività nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale.

Le sue finalità istituzionali sono:

a)      la conservazione e la valorizzazione della memoria storica del mondo del lavoro;

b)      l’attuazione di iniziative culturali per la promozione dei lavoratori e dei valori del lavoro; la realizzazione di ricerche storiche e socio-economiche sulla realtà locale.

 

La Fondazione “Vera Nocentini”, intitolata a una operatrice sindacale dei metalmeccanici che aveva la passione per la conservazione della memoria storica, venne costituita 32 anni fa per iniziativa delle tre principali organizzazioni sindacali torinesi (Cgil, Cisl, e Uil) che intendevano conservare e valorizzare unitariamente la memoria del movimento operaio a Torino.

Infatti a metà degli anni ’70 del secolo scorso nasce nel sindacato italiano la volontà  di valorizzare la memoria delle lotte  e delle conquiste sociali: perché è un periodo caratterizzato da forti iniziative per l’acquisizione di nuovi diritti individuali e collettivi sui luoghi di lavoro, ma anche a livello di società civile.

Ma a partire dagli anni ’80, sotto la sferza della crisi economica e delle ristrutturazioni aziendali, l’unità federativa del sindacato italiano si rompe e a Torino anche l’idea dell’archivio cooperativo si spezza  e viene affidato a singoli istituti storico-culturali.

La Fondazione Nocentini diventa allora prevalentemente la casa per conservare la memoria della Cisl torinese e piemontese, una istituzione in forma associativa che riunisce sindacalisti, docenti universitari, studiosi e ricercatori, dotata di una propria autonomia statutaria e di un riconoscimento giuridico regionale. Il sindacato contribuisce con il finanziamento e con la presenza nel Consiglio di amministrazione alla vita della Fondazione stessa.

 

Le attività della Fondazione Vera Nocentini sono realizzate grazie al sostegno di:

 

Regione Piemonte    Città di Torino 

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Il patrimonio documentario della Fondazione Vera Nocentini

La Fondazione Vera Nocentini, attraverso acquisti ma, soprattutto, mediante donazioni, ha costruito negli anni una biblioteca specializzata sui temi storico sindacali e sociali, ed un’ampia emeroteca.

La biblioteca comprende oltre 17.000 volumi su storia politica, sociale e sindacale, su politica contrattuale e politica internazionale, una sezione di formazione sindacale con atti congressuali, assemblee, convegni e un fondo tesi di laurea (160).

L’emeroteca conserva la stampa prodotta dalla Cisl e quella di altre organizzazioni sindacali su scala locale, nazionale e internazionale, nonché la pubblicistica periodica di enti e istituzioni locali: sono ordinate circa 2.000 testate di riviste, periodici sindacali, di fabbrica, politici e sociali, di cui una settantina di periodici correnti.

Questo materiale è catalogato nell’indice nazionale SBN, accessibile on line. I libri sono consultabili liberamente in sede, viene effettuato il prestito interbibliotecario, mentre non è ancora attivo il prestito esterno.

 

Nell’archivio della Fondazione sono raccolti, ordinati e catalogati i documenti delle strutture della Cisl torinese (Unione sindacale, categorie, zone, enti) ed unitarie, e la documentazione di movimenti ed organizzazioni che sono stati presenti in campo politico-sociale sul territorio di Torino e provincia per un totale di 861 metri lineari: 19 fondi archivistici di strutture sindacali e associazioni e 78 Fondi personali ordinati e schedati di militanti, dirigenti sindacali e intellettuali.

La documentazione d’archivio riguarda tutte le principali aziende torinesi e piemontesi appartenenti a diversi settori (aerospaziale, alimentare e tabacco, automobili e veicoli, chimica e farmaceutica, energia e telecomunicazioni, editoria e tipografia, trasporti, meccanica ed elettrotecnica, siderurgia), e su temi sindacali, di organizzazione del lavoro, sviluppo industriale e stato sociale e protagonisti del movimento operaio e sindacale.

I fondi dell’archivio storico, riguardante le strutture e le categorie della Cisl torinese e regionale, fin dall’inizio degli anni 2000 sono stati inventariati su supporti cartacei trasformati poi in volumi a stampa denominati “Guide” ai singoli fondi per la consultazione. Successivamente si è passati all’applicazione del programma Guarini Archivi che permette la catalogazione e inventariazione informatizzata. Tale applicazione è stata impiegata sia per i nuovi versamenti di documentazione archivistica, sia per le parti pregresse già catalogate.

Questa inventariazione su supporto informatico è stata poi trasferita fino al 2007 al Polo archivistico regionale, gestito dal CSI-Piemonte, che permette una consultazione anche via Internet all’indirizzo www.regione.piemonte.it/guaw .

Inoltre il complesso archivistico comprende una fototeca, una manifestoteca e un archivio audio-visivo.

La fototeca raccoglie oltre 5.000 fotografie (positivi e negativi), diapositive sulla vita sociale, sindacale e quotidiana di militanti e dirigenti sindacali, in fase continua di arricchimento con ulteriori acquisizioni. Il patrimonio è catalogato e digitalizzato con Guarini Patrimonio Culturale, consultabile on-line dal sito della Regione Piemonte.

 

La manifestoteca comprende circa 3.000 manifesti e locandine in fase di riordino, catalogazione e digitalizzazione con Guarini Patrimonio Culturale riguardanti documentazione di storia politica, sindacale, sociale e culturale dagli anni sessanta ad oggi, di essi un migliaio sono consultabili sulla Biblioteca Digitale Piemontese.

L’archivio audiovisivo ordinato e catalogato consta di circa un migliaio di audiocassette, CD, CD-ROM, VHS, DVD, bobine, nastri magnetici su temi sociali, del lavoro e del sindacato e registrazioni di consigli generali, direttivi, congressi e assemblee sindacali. Una sezione è dedicata alla raccolta di circa 170  memorie di sindacalisti e attivisti, in parte trascritte e in fase di ulteriore ampliamento e interviste realizzate nell’ambito di ricerche promosse dalla nostra Fondazione.

 

Consistenza degli archivi ordinati al dicembre 2015

Periodo

Metri lineari 

  • Unione Cisl Torino

1945-2006

170

  • Zone periferiche Cisl

       (Ivrea-Rivarolo, Pinerolo, Carmagnola, Susa, Chieri, Ciriè ecc.)

1948-1990

37

  • Unione Regionale Cisl

fino al 1995

86

  • Metalmeccanici in 7 fondi

       (provinciale, regionale, leghe, Fiat, supplemento 1945-78)

 

fino al 2006

 

162

  • Tessili

1948-1997

28

  • Chimici

1950-1998

52

  • Scuola

1962-1999

40

  • Commercio

1960-2006

46

  • Elettrici

1950-1998

9

  • Bancari e Assicurativi

1950-1990

9

  • Poligrafici, spettacolo e telefonici

1948-2009

22.5

  • Alimentaristi

1952-2003

20

  • Edili

1948-2008

32

  • Sanità

1948-1998

18

  • Trasporti

1956-2001

63

  • Statali

1949-1977

2

  • Archivi personali (84)

-

119

  • CESDI (Centro di ricerche economiche, finanziarie e sociali)

1983-1997

5

  • Fondo Cenasca (cooperative)

­-

65

  •  Ulteriori ordinamenti 2015 (Usr-Cisl Piemonte, Fisascat-Cisl Torino, Fondo personale di E. Benenati)

-

34.5

 

Totale

1020

 

La conservazione fisica della documentazione della Fondazione è collocata in aree differenti: nella sede principale di via Madama Cristina (per ca. 300 mq complessivi) e nella seconda unità di via Col di Lana 46 (deposito e parte dell’archivio storico); inoltre in comodato gratuito una parte del nostro archivio storico ( fondi ordinati di alcune strutture sindacali) è ospitato presso l’Archivio di Stato, Sezioni  Riunite di via Piave (per complessivi 240 m .l.; di cui 180 m. l. di fondi di strutture sindacali + 60 m. l. di fondi cooperative di origine sindacale).

 

Il fondamentale sostegno a un progetto  di un comune polo archivistico - bibliotecario denominato Ismel (Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell’impresa e dei diritti sociali)

 

La nostra Fondazione è stata negli ultimi quindici anni  una forte sostenitrice del progetto Ismel, ricercando le vie possibili perché il progetto mettesse i piedi per terra, riesumando e riabilitando la finalità originaria di far confluire in un’unica gestione cooperativa i patrimoni archivistici delle strutture di Cgil, Cisl e Uil di Torino e Regionali.

La Fondazione Nocentini ha portato le proprie  istanze e proposte in un gruppo di lavoro in cui erano rappresentate le connotazioni storiche sia del versante operaio che di quello industriale.

La consapevolezza di dover conservare e tutelare la propria memoria storica attraverso la costituzione di archivi centrali e periferici nasce in Italia (per il sindacato come per le imprese) durante la seconda metà del secolo XX°. Precedentemente la preoccupazione della salvaguardia era sostanzialmente demandata ad organismi pubblici, gli Archivi di Stato e quelli Comunali, sotto la sorveglianza di una Soprintendenza a ciò deputata.

In Piemonte ha avuto un ruolo sollecitatore il Convegno  “Industria, lavoro, memoria. Le fonti archivistiche dei sindacati dei lavoratori, delle associazioni imprenditoriali e delle imprese in Italia ”del 1994 a Villa Gualino, con confronti a livello prevalentemente italiano.

Sotto questa spinta è cresciuta la volontà di creare un presidio associativo per preservare la memoria del sindacato e dell’impresa, dato il loro particolare ruolo storico nel Novecento torinese e piemontese.

Malgrado le divergenze strategiche manifestatesi negli ultimi anni fra le tre principali confederazioni sindacali italiane, i tre istituti culturali cui erano affidati gli archivi di Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente gli Istituti Gramsci, Nocentini e Salvemini) hanno tenuto fermo il progetto di cooperazione coinvolgendo in particolare enti locali e fondazioni bancarie nella realizzazione dell’Ismel.

Il progetto si è poi ampliato rispetto agli scopi propri dei tre istituti promotori: la finalità nuova era di considerare gli archivi del lavoro aggregando anche quelli di impresa, e la documentazione sui progressi delle libertà civili e della partecipazione sociale.

Si tratta di diverse forme del materiale conservato e anche di diverse esperienze dei tre istituti nella valorizzazione del proprio patrimonio.

Siamo nella fase di costruzione di sistemi organizzativi coerenti per poter facilitare la gestione cooperativa. Ma abbiamo ben presente anche il problema del coinvolgimento nel concreto sostegno all’Ismel dei produttori di archivi e delle collettività sociali che vi stanno dietro.

Il nostro progetto Ismel è stato presentato nel 2000 alla Conferenza di Oslo dello Ialhi (International Association of Labour History Institutions), ed ancora è stato ricordato come un evento positivo alla Conferenza sempre Ialhi del 2007 a Roma.

 

Il patrimonio bibliotecario e archivistico viene aggiornato ogni anno come riportato nelle Relazioni di attività (vedi sotto sezione Documentazione)

 

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