FONDAZIONE CULTURALE VERA NOCENTINI
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Torino al lavoro. Dalla ricostruzione
allo sviluppo.
20 gennaio - 2 giugno 2006 (prorogata sino al 2 settembre 2006) Palazzo dei Quartieri Militari, via del Carmine 14, Torino orario: 10-18 giovedì 14-22 lunedì chiuso INGRESSO GRATUITO
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TORINO AL LAVORO- UNA MOSTRA PER IDENTIFICARSI di Sergio Scamuzzi La Mostra “Torino al lavoro” ricorderà a molti torinesi e non torinesi la città com’era negli anni 50 e 60 nel momento più compiuto della sua identità storica di città fordista e di città fabbrica che è stato anche il momento del suo maggior sviluppo e successo economico e sociale. La sequenza di oggetti, fotografie, proiezioni, suoni e parole registrate, scenografie, didascalie messe insieme in un discorso dal curatore Stefano Musso, muove dalle macerie della seconda guerra mondiale e mostra una ricostruzione fondata sul lavoro industriale che disegna la città e la vita quotidiana dei suoi abitanti: operai e impiegati, locali e poi immigrati. Evidenzia una successione e un alternanza di collaborazione, soprattutto nel momento cruciale della ricostruzione, e di conflitto tra le sue forze sociali. Ci ricorda la cultura e l’innovazione di cui la città era fucina. Ma relativizza anche questi ‘anni d’oro’, mostrando che oro non ci fu per tutti, semmai fu guadagnato con disagi e fatiche. E collocando questo periodo tra un passato, della Torino che da capitale politica sabauda si reinventò in pochi decenni capitale industriale italiana, tra fine ottocento e primo novecento e la sua attuale trasformazione Questo è il messaggio principale della mostra: Torino più volte nella sua non breve storia ha saputo trasformarsi e rovesciare in successi situazioni critiche grazie alla sua capacità di lavoro. Chi la percorrerà e ha più di cinquant’anni difficilmente potrà sottrarsi a un po’ di entusiasmo e di commozione rivedendo una lavatrice così simile alla prima che entrò a casa sua, la fotografia dell’angolo di città che vide per primo appena arrivato, un tram come quello che lo portava al lavoro, il caffè o la scuola dove incontrò il primo amore. I più giovani potranno incuriosirsi non poco vedendo gli ambienti di una fabbrica che non hanno più conosciuto con quelle caratteristiche, sentendo le parole e vedendo le immagini di protagonisti, eventi e luoghi che sono per loro solo storia o addirittura nomi vuoti, eppure erano Valletta o via Artom o Italia 61, era uno sciamare di biciclette , la prima volta che diventarono ecologiche, o una trattativa sindacale serrata attorno a un tavolo in una stanza spoglia. Potranno capire vividamente quanta storia è fatta dagli uomini ascoltando certi densi discorsi programmatici di industriali, sindacalisti, sindaci che delinearono un futuro per la città. Ma nell’insieme non si propone al visitatore, anche non torinese, uno sterile amarcord o un prodotto educational, per quanto ben fatto e moderno. Piuttosto viene sollecitato nel visitatore uno scatto di orgoglio che viene dal profondo e dal quotidiano di una cultura del lavoro, dell’impresa e della città- fortemente trasmessa anche dalle scelte grafiche della mostra . L’orgoglio di una vita di lavoro, di aver ri-costruito con quello una città e una biografia personale, non più un destino , identità collettive e affetti individuali, definito cose e ambienti amati. La lezione risultante è di poterlo rifare anche in condizioni profondamente mutate, quando il lavoro è un flusso di attività, quando i consumi sono simboli per sé e per gli altri e non solo bisogni soddisfatti. Per questo i promotori – la Città, varie associazioni culturali, i sindacati confederali – si augurano che questa mostra invogli alcuni a riconoscere e raccontare il proprio passato, e non rimuoverlo, altri più giovani o non torinesi a conoscerlo. E a lavorare di nuovo per un’altra storia.
Catalogo della mostra: Torino al lavoro. Dalla ricostruzione allo sviluppo. Torino at work. From post-war reconstruction to economic miracle, Città di Torino, Torino 2006 |
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La mostra è una collaborazione tra: Città di Torino |
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| Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci | |
| Fondazione Vera Nocentini | |
| Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini | |
| Archivio Storico Amma | |
| Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza | |
| Archivio Storico Fiat | |
| Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea "Giorgio Agosti" | |
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| Fondazione Adriana Prolo - Museo Nazionale del Cinema | |
| Associazione Amici Museo del Cinema | |