FONDAZIONE CULTURALE "VERA NOCENTINI"

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 Giovedì 28 novembre 2002, ore 18

 

Libreria "La Torre di Abele"

Torino via Pietro Micca, 22

 

 

 

 

 

 

 

 

 

presentazione del libro di

 

Bruna Peyrot

 

MUJERES

Donne colombiane fra politica e spiritualità

(Città Aperta - Macondo Libri, 2002)

 

 

 interverranno con l'autrice:

 

Marcella FILIPPA, Fondazione Nocentini

Nanni SALIO, Centro Studi Sereno Regis

Chiara VANGELISTA, Università di Torino

 

modera

 

Rinaldo BONTEMPI, CIE Piemonte

 

_________________________________________INVITO

 

per iniziativa di:

 

Città Aperta Edizioni

Libreria La Torre di Abele

Fondazione Vera Nocentini

Centro Studi Sereno Regis

CIE - Centro di Iniziativa per l'Europa del Piemonte

Iscos-Cisl Piemonte

Il libro raccoglie la storia delle fondatrici dell'Escuela, un importante centro di formazione per dirigenti sindacali donne operante all'interno della CUT (Central unitaria de los trabajadores), il più grande sindacato colombiano. Le vite di queste donne sono strettamente intrecciate alle complesse vicende della Colombia, un paese ancora travagliato da una unga guerra interna fra gruppi guerriglieri, narcotrafficanti, paramilitari ed esercito regolare. I loro racconti narrano genealogie familiari portatrici di memorie secolari e paesaggi umani e naturali che riflettono le dimensioni di una terra in cui la vita quotidiana si compone di tante polarità: violenza e pacifismo, magia e politica, ateismo e religiosità. I loro percorsi sono stati quelli di donne "forti" in una società senza uomini perché assenti: morti, emigrati, clandestini o machisti.

Il racconto-reportage comprende cinque parti. La prima ci parla delle "Colombie possibili", fra le quali la più difficile da costruire è quella pacifica, fondata suldialogo e sullo stato di diritto. La seconda riporta le storie di vita delle sindacaliste incontrate dall'autrice rivelando il loro profondo radicamento nella storia politica colombiana. La terza e la quarta parte sono invece dedicate all'approfondimento delle identità delle sindacaliste nel difficile passaggio dalla violenza alla non violenza, nodo centrale della militanza di gran parte della sinistra latinoamericana. L'ultima parte, infine, attraverso la descrizione dei procedimenti pedagogici attuati nell'Escuela evidenzia la necessità di rendere pratica attiva il valore della democrazia, contenuto e metodo allo stesso tempo delle possibili convivenze umane.

 

 


 

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