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PRIMO, SECONDO E CINEMA.

Gli italiani e il cibo sul grande schermo dal dopoguerra ad oggi

 

video di Gianpaolo Fissore

 

realizzato nell'ambito della ricerca

"Movimenti migratori e culture alimentari nella Torino del Novecento"

 

Obiettivo di questa videocassetta è sollecitare suggestioni e avviare discussioni sul rapporto tra gli italiani e il cibo, con particolare attenzione al mutamento delle pratiche alimentari e ai meccanismi di inclusione ed esclusione ad esse legate, a partire da un particolare tipo di fonte: il cinema di fiction degli ultimi cinquant’anni.

Cucinare, mangiare e bere, stare a tavola sono elementi ricorrenti del racconto cinematografico sin dalle sue origini. A essere frequentemente messa in scena sugli schermi è la vita quotidiana: le pratiche alimentari e i riti della tavola hanno fatto spesso da cornice o da sfondo alla rappresentazione di società e comunità differenti nel tempo e nello spazio. Talvolta sono stati utilizzati per sottolineare continuità o rotture. Nel caso di alcuni film specificatamente dedicati al cibo, come La grande abbuffata, Pranzo reale, Lunga vita alla signora, Il pranzo di Babette, Big night o Festen, la cucina e i riti della tavola sono stati proposti come metafore di un’epoca o di precisi contesti culturali e sociali, e come occasioni di confronto tra culture e generazioni diverse.

La scelta dei brani che compongono il video, tratti da film abbastanza noti e in gran parte italiani, vuol essere innanzitutto un omaggio alla nostra identità di spettatori e a quel cinema che ha affascinato, attraversato e accomunato le generazioni; che ha disegnato tanta storia e tanta geografia delle nostre menti. Sordi che si avventa sugli spaghetti, Totò che insegue gli odori delle vivande, Moretti che filosofeggia sulla Sachertorte: queste sequenze cinematografiche, ormai entrate nell’antologia del cinema italiano, sono icone della nostra memoria.

L’antologia qui proposta solleciterà inevitabilmente, negli spettatori più adulti, un gioco a tema. Vuol essere , in tal senso, una chiamata a raccolta: è possibile che durante la sua visione vengano alla mente altri accostamenti, suggerimenti, modifiche, tagli, costruzioni di percorsi differenti da questo. Se ciò accadrà questo prodotto avrà raggiunto un primo obiettivo: suscitare l'attenzione e la fantasia intorno a un tema che può essere articolato in cento modi diversi.

Di queste possibili articolazioni tematiche il video ne suggerisce alcune. La prima, storicamente collocata nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, è quella del cibo come mancanza e fame, conseguenza dei disastri bellici, ma non solo; grande era anche la miseria, ancora nei primi anni Cinquanta, tra tanta parte della popolazione e in vaste aree del nostro paese.

Altro tema è quello che evoca le cultura culinaria e alimentare italiana, tanto ricca di portate, quanto fondata su orgogliose tradizioni regionali e locali. Ma la diffusione dei cibi italiani all’estero, legata all’emigrazione, appare connotata soprattutto dai collaudati "pizza e spaghetti", nel bene e nel male, stereotipi di italianità.

L'attualità, con gli italiani viaggiatori, ma non più emigranti, e il nostro paese ormai terra di immigrazione, ripropone in senso inverso il tema del cibo, come veicolo e spesso primo elemento di incontro-scontro con le culture di quanti provengono da altre parti del mondo.

Infine, nutrirsi è anche stare a tavola: un rito con finalità, modalità ed esiti diversi. A tavola ci si scambia i sentimenti, ci si infervora nella discussione, si costruiscono competenze e gerarchie.

Una considerazione di carattere generale tiene insieme gran parte delle sequenze. Nella rappresentazione cinematografica il cibo, soprattutto nella sua funzione sociale, poco asseconda l’immagine che assegnerebbe alla cucina e alla buona tavola un ruolo di facilitatore nel superare le differenze, suscitare la convivialità, favorire la conoscenza e la contaminazione tra le culture, consolidare l’unità familiare. Al contrario, anche cinicamente, il cibo e i riti della tavola sono proposti spesso sul grande schermo come spietati marcatori di disuguaglianze. Se il sogno della pancia piena è evocatore, nel cinema neorealista, delle differenze economico-sociali del dopoguerra, il cibo, raccontato in anni a noi più vicini, sembra essere spesso pretesto per differenziazioni e dichiarazioni di appartenenze anche nella società che si proclama a favore della libera circolazione e contaminazione delle culture.

Gianpaolo Fissore

 

 

Giovedì 21 giugno 2001 - ore 17

 

Sala Auditorium

della Provincia di Torino

Via Valeggio, 5 - Torino

 

 

 

Per informazioni rivolgersi alla

Fondazione Nocentini

Tel. e Fax 011.547168 - Tel. 011.532530

 

Associazione "Il Nutrimente"

Fondazione Vera Nocentini

con il patrocinio della Provincia di Torino

 presentano il video

 di Gianpaolo Fissore

 

PRIMO, SECONDO E CINEMA.

Gli italiani e il cibo sul grande schermo dal dopoguerra ad oggi

 

realizzato nell'ambito della ricerca

"Movimenti migratori e culture alimentari nella Torino del Novecento"

 

 

ne discutono con l'autore:

Filippo Ceccarelli, giornalista de "La Stampa"

Giovanni De Luna, storico, Università di Torino

 

 

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Proiezione continua in Piazza Ferretto dal 25 al 28 settembre 2003

nell'ambito della mostra alimentare

LA PIAZZA DEI SAPORI

 

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