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In memoria di Luciano Gallino

Gallino è stato uno studioso e una coscienza critica delle trasformazioni della società industriale contemporanea. Era il prodotto della sua esperienza sul campo nell'azienda Olivetti, dove la scelta di un ufficio ricerche sociologiche fu un'operazione personale di Adriano Olivetti, solitaria perché i dirigenti della sua impresa non comprendevano il valore della sociologia. Per questo Gallino si tenne molto legato e ossequiente all'ingegnere, tanto da accettare l'elezione a componente della Commissione Interna del sindacato aziendale (Autonomia Aziendale) all'epoca della sua costituzione (1956). Ma Gallino seppe dare dignità alle ricerche sociologiche non solo sull'organizzazione di una grande impresa, ma anche sull'organizzazione del lavoro: particolarmente sul laboratorio sperimentale di nuove esperienze che doveva portare negli anni '70 alla validazione consensuale dei lavoratori per la loro applicazione.

Il prof. Garelli, nel suo intervento nel corso della commemorazione, ha ricordato che Gallino da non credente e agnostico riconosceva l'importanza del fenomeno religioso. Io, dopo averlo conosciuto in Olivetti (e aver apprezzato la sua didattica sociologica attraverso l'illustrazione di modellini), l'ho re incontrato a Torino nel gruppo di lavoro per la rivista “Dialogo a Torino”, dove marxisti e cattolici si confrontavano nel periodo '75-'77 e dove Luciano rappresentava la cultura laica.

L'anno scorso gli chiesi di partecipare a un dibattito rievocativo di quella esperienza che la Fondazione Nocentini aveva organizzato al Salone del Libro. Nella comunicazione di risposta mi spiegò che di quella lontana esperienza e passione non conservava sufficiente memoria per dare un contributo alla discussione.

La sua vicinanza al mondo del lavoro continuò a Torino durante l'incarico universitario, con la sua partecipazione a seminari organizzati dal sindacato dei metalmeccanici FLM negli anni '70.

Poco ricordata la sua iniziativa, cessato l'insegnamento all'ateneo torinese, avviata con il CSI di un portale “Centro online di Storia e Cultura dell'Industria del Nord Ovest”: nel 2013 venendo meno i supporti economici, Gallino pensò che l'ISMEL potesse accogliere questo portale, ma come presidente io dovetti rispondergli che non avevamo le risorse sufficienti per gestirlo. Poi successivamente lo ricontattai per proporgli che pur non assumendo il Centro a nostro carico potessimo usufruire del suo materiale informatico per alimentare l'attività didattica dell'ISMEL; e a questa proposta egli rispose positivamente.

Gli siamo grati anche per questo.                                                  Giovanni Avonto

 

Torino, 17 novembre 2015

 

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G. Avonto, Dall'immobilismo al tentativo di una cultura globalizzata, settembre 2016

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